sabato 6 giugno 2009
Io,velista per caso
sabato 9 maggio 2009
Assignment 8- Confronto e collaborazione
mercoledì 22 aprile 2009
Orchidando...

Cymbidium:

Origine:India settentrionale, Cina, Giappone, Malesia.
Descrizione:Pianta epifita che crescono in quota, con luce e calore elevati durante il giorno e temperature fredde di notte, vicine allo 0°.
Coltivazione:Fiorisce in inverno e gli steli floreali compaiono all'inizio dell'estate. Piante a foglia persistente alte circa 60 cm, possono raggiungere i 90 durante la fioritura.
Gli pseudobulbi sono molto duri e da essi dipartono foglie piuttosto lunghe.
La fioritura dura circa 10 settimane. Le dimensioni dei petali e dei sepali sono identiche, la colorazione variabile (escludendo il blu); i fiori sono piuttosto piccoli (5-10 cm di larghezza) e crescono abbondanti (da 6 a 12) su uno stelo che parte dal pseudobulbo; possono esserci fino a 6 steli in un unica fioritura.
Esistono moltissimi ibridi di questo genere.
Temperatura: da 10° a 15° C di giorno e 5° di notte. Son orchidee che tollerano forti escursioni termiche. Si possono coltivare sempre all'aperto tutto l'anno, dando molto sole, e riparando solo in Luglio e Agosto e riprendendo l'insolazione piena in seguito.
Riparare poi le piante sotto tettoia, in modo che la pioggia non infradici i vasi, che sono rialzati, anche per permettere nell'eventualità di gelate o neve, di avvolgerli in carta di giornale e tessuto non tessuto, per tenerli all'asciutto.
Annaffiature:Se la pianta si trova al'esterno, regolare bene le annaffiature, controllando che il substrato sia sempre un po' umido.
Substrato e rinvaso: Rinvasare possibilmente in primavera, con substrati ben drenati e areati, friabili, in modo tale da permettere alle radici la crescita profonda fino alla base del vaso. Come già detto il substrato deve rimanere sempre un po' umido, mai fradicio.
Composta di corteccia di pino a pezzatura grossa e media, argilla espansa, agriperlite, carbonella.
Le altre...quelle che non ho nel mio giardinetto...o che ho ma sono un po' delle incognite:
venerdì 17 aprile 2009
Assignment 6 - Le mie idee sul Copyright
"La Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all'esercizio dei diritti d'autore (copyright).
In particolare la SIAE, come prescritto nella legge n. 633/1941 (art.180-183), agisce come ente intermediario tra il pubblico e le industrie culturali, occupandosi di:
- concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere, per conto e nell'interesse degli aventi diritto
- percepire i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni
ripartire i proventi tra gli aventi diritto. - Oltre a ciò può esercitare altri compiti connessi con la protezione delle opere dell'ingegno e può assumere, per conto dello stato, di enti pubblici o privati, servizio di accertamento e di percezione di tasse,contributi,diritti."
Come abbiamo detto spesso in classe,ciò che spaventa molto di internet è proprio la sua grande utilità,cioè che permette a chiunque di usufruire gratuitamente e liberamente di qualsiasi tipo di documento disponibile, in seguito alla condivisione di questo da parte di altri nodi della rete come lui. Il cambiamento a cui la società non era preparata è che in questo modo si scardina completamente quanto scritto sopra, e cioè che il world wide web può diventare anche world wild web: non esistendo gerarchie e sistemi di controllo, proprio perché la rete è qualcosa che cresce da sé esponenzialmente, viene meno quel meccanismo di tutela e retribuzione del lavoro altrui.
La mente corre subito alla spinosa questione della pirateria online. Per fare un esempio semplice, non so al giorno d'oggi quanti si sognerebbero di entrare in un negozio di dischi e comprare un cd, spendendo 20 e passa euro magari per restare deluso...io lo faccio perché non sono normale e delle mie "dee" voglio i cd originali, ma credo che il 99% delle persone della mia età prenda l'ipod e si affidi a qualche famosissimo sistema open source per il download selvaggio, oppure a strumenti come I-tunes per quello legale.
Mi direte che questo è un inno all'illegalità, che in questo modo non c'è alcuna possibilità o quasi di tutelare chi compone, scrive e produce musica, e avete ragione. Sono perfettamente d'accordo con chi dice che serve una legislazione adeguata per far fronte a tutto ciò, che non reprima ma regolarizzi. D'altronde è innegabile che la stessa economia non fa che favorire, su altri fronti, la legge della giungla. Basta pensare, forse in modo un po'semplicistico, al boom dei lettori mp3 e al conseguente aumento dei profitti per molte grandi multinazionali.
Se vogliamo sorvolare sul fatto che il materiale pirata è completamente gratis, e per questo "cattivo", perché lede i diritti d'autore, mi soffermerei su un dato culturale che anche molti cantanti hanno sottolineato come il grandissimo vantaggio dei sistemi open source per scaricare musica: l'enorme facilità di reperire materiale recente o meno, porta ad uno schiaffo contro le mode, l'omologazione, e permette la formazione di una cultura musicale vasta, personale, lontana solo e soltanto dalle ragioni di mercato. In questo modo il talento e la qualità hanno una schiacciante vittoria, e nelle cuffie dei giovani risuonano ancora i Beatles, i Queen, De André e tanti altri artisti sconosciuti che le tv e le radio non propongono, ma non per questo privi di talento. Non dimentichiamolo: la musica non è solo show-business...è soprattutto arte!
Siamo sicuri che senza la rete un adolescente che entra in un negozio sceglierebbe proprio un vecchio vinile dei Pink Floyd invece che un cd di musica truzza? Magari sarebbe addirittura additato come uno sfigato! Secondo me questa possibilità lo porta a riflettere e a dire "ma perché io devo per forza ascoltare quello che mi propone Mtv?" e si incuriosisce, ascolta, giudica, riflette con la propria testa. Sembrerà stupido, sono ben altre le ose su cui si dovrebbe ragionare col proprio cervello...ma se uno comincia a capire che non sempre "moda=bello",sviluppa senso critico e diventa una persona unica.
è vero, spesso la rete porta al prevalere del cattivo contro il buono, del mediocre contro la qualità...non in questo caso.
giovedì 16 aprile 2009
Sììì, viaggiare!
Giorno 1: Amsterdam, in giro per i canali
Driiiiiiinn!! Si partee! Famiglia al completo più Gabri…e il povero Ciccio ci guarda sconsolato all’idea di restare solo tre giorni nelle mani della nonna. All’aeroporto di Firenze troviamo un po’ di vento e il classico ritardo italiano…parentesi: gli aeroporti mi piacciono troppo!! A parte il nostro che è una caccolina in confronto a quelli “seri”, ma non mi ricordo in quale film dicono che l’aeroporto è uno dei posti dove la gente dà il meglio di sé…ed è vero: vedi gente da tutto il mondo, ognuno in partenza per il loro personale viaggio,con una propria storia,qualcuno che lo aspetta a casa…è affascinante!
Comunque: partenza con volo Meridiana, ore 7.30 circa…non è stato uno dei migliori decolli…credo di aver stritolato la mano di Gabri mentre l’aereo sballottava fra le correnti…peggio del blu tornado! Per fortuna dopo un po’ tutto si calma e allora comincia la trepidante attesa dell’arrivo mentre voliamo sopra laghi imprecisati, le alpi, la Ccermania…finalmente cominciamo a vedere canali e canali, e anche qualche mulino…stiamo finalmente sorvolando l’Olanda! Purtroppo niente campi di tulipani sterminati come speravo, è ancora un po’ presto. Schipol è immenso! Arriviamo ad Amsterdam in treno(puntualissimo, addirittura in anticipo…proprio come Trenitalia!): resto subito affascinata dalla varietà di persone che passeggiano per la strada, dalla quantità di biciclette che hanno addirittura un loro semaforo ed una pista ciclabile enorme. Lasciamo le valigie in hotel (non molto caratteristico ma pulitissimo e con una bella colazione) finalmente ci avviamo alla scoperta di Amsterdam…qui comincia la parte bella! Vi metto anche la mappa, così se vi va potete seguire il mio percorso (click per ingrandirla).
Passiamo per piazza Dam,dove si trova il palazzo reale, e poi, dopo qualche centinaio di metri, ci immergiamo nel labirinto di canali e ponticelli (ad Amsterdam ci sono 165 canali e 1281 ponti!), a partire dall’Herengracht:cominciamo ad abituarci ai ciclisti che ci sfrecciano accanto su bici sgangherate scampanellando e tirando qualche bestemmione olandese se non ci spostiamo e intanto seguendo la guide della Lonely Planet, ci fermiamo ad osservare le abitazioni più famose, quelle che nel ‘700 erano case di mercanti e magazzini di spezie. Le case hanno tutte una struttura simile: sono sopraelevate di qualche gradino, hanno tutte più piani e un abbaino, sono altissime e strettissime. Pare che questo particolare sia dovuto ad un problema di tasse: infatti, a quei tempi, più la base della casa era piccola, meno tasse pagavi. Un’altra cosa buffa è che in alto,in cima all’abbaino, c’è un grosso gancio che veniva utilizzato per portare ai piani alti mobili e altri oggetti pesanti facendoli passare dalle finestre. Infatti, dentro le stanze sono piccole e le scale strette e ripidissime.
Ci fermiamo in Rembrandt Plane per mangiare un panino e bere una Heiniken. In questa piazza ci sono tantissimi locali, pub, ristoranti, ed è uno dei punti classici dello “struscio” del sabato sera.
Dopo pranzo ci spostiamo sull’Amstel, il canale dove abbiamo visto le houseboat, delle chiatte attraccate alla banchina dove vivono famiglie come in una vera e propria casa, con il numero civico, il posto per la bicicletta, i vasi di fiori stile balcone, il filo per stendere i panni e perfino lo zerbino davanti con su scritto “benvenuti”…bizzarro ma molto affascinante. A Waterlooplein troviamo anche un mercato di….ogni cosa: oggetti d’antiquariato, lecca lecca alla marijuana,ogni genere di aggeggio per fumare, poster di Bob Marley….è un problema riportare un souvenir da Amsterdam perché il 90% sono a sfondo sessuale o a sfondo “maria”,…
Finalmente arriviamo sul canale Singel, dove si trova il famosissimo Bloemenmarkt (mercato dei fiori) tappa obbligatoria: lungo questo canale si trovano negozi “galleggianti” dove si vende ogni tipo di bulbi, fiori e piante: giacinti, narcisi, bonsai, orchidee, girasoli…ma i tulipani dominano, di tutti i colori! Davvero bellissimo, infatti ci ripromettiamo di tornare a fare incetta di bulbi da portare a casa.
Ci dirigiamo nella zona di Spui,una piazza dove spesso trovano spazio mercati d’ogni genere: non si direbbe che, dietro ad un pesante portone di legno, si trovi uno dei luoghi più suggestivi di Amsterdam, cioè Begijnhof : si tratta di un bellissimo cortile pieno di fiori, circondato dalle case che un tempo erano alloggio delle beghine, donne che abbracciavano la vita monastica senza aver pronunciato i voti. Oggi vi si trovano una chiesa calvinista e una anglicana.
Come ultima tappa percorriamo il Prinsengracht,, dove io e Gabri entriamo a visitare la Anne Frank Huis, la casa dove lei, la sua famiglia e altre quattro persone hanno vissuto nascondendosi dalle persecuzioni naziste fino al loro arresto in seguito ad una denuncia anonima, dal 6 luglio 1942 al 4 agosto 1944. Il rifugio segreto fu ricavato dei piani superiori dell’edificio in cui si trovava la ditta del padre, ed era invisibile dall’esterno e comunicante con il resto del palazzo attraverso un passaggio segreto ricavato da una libreria. La visita è stata davvero commovente: dal ritorno di Otto Frank da Aushwitz la casa è diventata un museo, ed è rimasta spoglia come dopo la retata della gestapo: si possono ancora vedere particolari come il forno, le foto attaccate alle pareti nella camera di Anne, ma per il resto le pareti sono bianche con su riportati passi tratti dal Diario, o schermi con interviste al padre di Anne o a coloro che aiutarono il gruppo di persone a nascondersi. é impressionante pensare che in uno spazio così piccolo vivessero otto persone, costrette ad una vita assurda, con la paura costante di essere scoperti, perfettamente consapevoli di quello che stava accadendo alla comunità ebraica all’esterno e di ciò a cui sarebbero andati incontro se questo fosse successo. Credo che una visita a questa casa-museo sia d’obbligo per chiunque visiti Amsterdam.
I piedi cominciano a fumare…cavolo,quanto abbiamo camminato!! Ci incamminiamo verso l’hotel, dall’altra parte della città, vicino alla Oude Kerk (chiesa vecchia) e a due passi dal quartiere a luci rosse, ma in una zona veramente tranquilla e vicinissimo alla stazione. La stanza mia e di Gabri è semplice e pulita, con una bella vista sulla chiesa e sulla strada sul retro, piena di vita e di coffeeshop; quella dei veci molto più “pomposa” ma superlusso…che culo! Urge una doccia adesso, e anche un pisolino per riprendersi! Usciamo per la cena: c’è davvero l’imbarazzo per la scelta…questi olandesi magnano!! La città è piena di ristoranti etnici, fast food e anche ristoranti tipici: ci fermiamo a China Town, e mentre Gabri ha l’acquolina davanti ad una steak house, ci infiliamo in un ristorante indonesiano consigliato dalla guida, Sukasari. Di solito mi piace sperimentare l’etnico ed esco sempre soddisfatta…da qui insomma! Il posto è davvero carino, molto orientaleggiante e colorato, ma a parte un buonissimo antipasto, ho preso un piatto a base di riso, pollo…e cocco! Me la son cercata…un po’ nauseante,troppo! Il povero babbo poi, abituato alle verdurine dell’orto, s’è ritrovato davanti un piatto di roba imprecisata che secondo il menù era effettivamente verdura…ma non ne sarei così sicura! Va meglio alla mamma e a Gabri che si mangiano un bello spiedone (senza cocco!).
Usciamo, e decidiamo di andare a dare un'occhiata al quartiere a luci rosse...Camminiamo, guardandoci intorno un po' perplessi, e ci scappa anche un po' tanto da ridere! Nelle vetrine dei sexy shop c’erano gli articoli più assurdi possibile, roba che a guardarla dici “ma che è?? ma chi usa quella roba??”, tipo perizomi da uomo in cuoio nero pieni di borchie, vibratori fosforescenti…roba da matti, più ridicolo che scandalizzante! Nel quartiere vediamo sia gruppi di ragazzi brilli “a caccia” ma soprattutto turisti curiosi come noi. Il babbo osserva perplesso, e Gabri imbarazzatissimo, le vetrine sovrastate dal neon rosso in cui esercitano le signorine-barbie del quartiere (io non felicissima, devo dire :/ ): in quella zona la prostituzione è assolutamente legale, e soprattutto chi la esercita affittando vetrina e locali soprastanti lo fa come un qualsiasi lavoro, versando i contributi, ed è tenuta a visite mediche regolari. Non mi metto a discutere su questioni etiche o morali, ma devo dire che sono uscita di lì del tutto priva della sensazione di ipotetico disgusto che si potrebbe provare. è indubbiamente una situazione bizzarra e penosa allo stesso tempo: si parla comunque di persone che vendono il loro corpo per vivere, e in tal caso per scelta visto che sono lontane da qualsiasi situazione di sfruttamento(pare). Non so cosa spinga una ragazza su questa strada, ma mi è sembrato comunque tutto molto contenuto, lontano dai livelli di schifo che raggiungerebbe in Italia, e senz’altro ci sono lati positivi come la sicurezza sanitaria e soprattutto la totale estraneità a sfruttamento e coinvolgimento (almeno apparentemente) di associazioni malavitose come mafia o camorra, di prassi da noi.
La prima giornata, superintensa, è finita, e andiamo a nanna!
Giorno 2: Mulini e tulipani
Dopo una bella colazione un po’ insolita (uova strapazzate, salame…) in cui il babbo si riprende dopo la cena indonesiana, prendiamo un paio di treni e autobus che ci portano a Leiden e poi a Keukenhoff: è un bellissimo parco-giardino dove si trova ogni tipo di fiore, soprattutto i tipici tulipani e dove Gabri si è sbizzarrito con la macchina fotografica.
Il giardino è enorme, e ovunque ci si volti si vedono macchie di colore bellissime: pensare che è il secondo giorno di apertura e quindi ancora un po’ presto, e molti tulipani non erano sbocciati…non so immaginare che spettacolo sia quando è completamente fiorito! Per fortuna non mancano crocus, giacinti, narcisi e tulipani nei vasi. Per ovviare a situazioni del genere,nel parco ci sono anche tre serre bellissime dove i tulipani crescono notevolmente prima, quindi anche noi siamo rimasti incantati davanti ai loro colori di tutte le gradazioni. Tanto per farmi restare ancora più a bocca aperta, la terza serra era completamente dedicata alle orchidee, di tutti i tipi, e io che mi sto improvvisando orchidofila sono uscita di lì davvero in estasi! Abbiamo camminato per ore in mezzo al verde sotto un bellissimo sole che ci ha accompagnato per tutte e tre le nostre giornate olandesi, e abbiamo raggiunto il lago e il mulino a vento che si trova all’interno del parco, per altre foto.
In tarda mattinata il parco comincia a riempirsi e noi ci dileguiamo. Torniamo a Leiden e poi alla stazione centrale di Amsterdam per prendere un altro treno, stavolta per Zaanse Schans. Si tratta di un paesino rimasto come nel XVII secolo, in piena area industriale: da non credere che con cinque minuti di battello si passa dalla riva del fiume Zaan piena di capannoni….al paese delle fate! Ponticelli, laghetti, giardini con il salice piangente e i tulipani. Le case sono tutte in legno dipinte di verde e bianco, e sono vere e proprie abitazioni oppure negozi di prodotti tipici come formaggi, senape, pane, zoccoli di legno. Per fortuna, nonostante sia una meta comune a chi visita Amsterdam e dintorni, non è assolutamente commerciale o troppo turistica, ma molto tranquilla, e gli abitanti giravano in bici per le strade normalmente o facevano giardinaggio. Compriamo qualcosina da riportare a casa, mentre Gabri mi fa fare da assistente al suo set fotografico ai mulini a vento: “filtro….obiettivo….secondo filtro….cavalletto….” peggio di un’operazione chirurgica, ma ne vale la pena, il risultato è bellissimo! Come dicevo….i mulini a vento: niente ricostruzioni stile parco giochi, ma dei veri mulini a vento ancora perfettamente funzionanti,che vengono usati per lavorare i prodotti venduti nei negozi del paese…davvero l’Olanda delle cartoline! Proseguiamo fra le case e i laghetti con le papere, osserviamo angoli veramente curati che sanno di antico e arriviamo nel negozio degli zoccoli, dove il proprietario ci mostra come si costruiscono: legno di pioppo, macchinari appositi e asciugatura al sole; dopodiché si indossano con un paio di calzettoni. Pare siano molto comodi e che tengano molto caldo, isolando dal terreno, e nei secoli scorsi erano la calzatura tipica delle campagne, usata da tutti in ogni stagione…a mio parere non molto pratici…e non troppo chic!
A sera torniamo ad Amsterdam, molto contenti della nostra giornata, e cominciamo a pensare alla cena: infatti durante il giorno non abbiamo mangiato quasi niente. Quindi, dopo un’oretta di relax in hotel torniamo a camminare per i canali in cerca di un ristorante tipico olandese…basta etnico, per ora! Ci fermiamo all’,Haesje Claes, un posto molto accogliente, rustico e pieno di gente (buonissimo segno) . La cucina olandese è mooolto nutriente e molto elaborata per quello che abbiamo visto: consumano molta carne, molto pesce, zuppe, uova, formaggi…e poi patate, patate, patate…e Heiniken, obviously! Assaggio un buonissimo salmone e delle crocchette di formaggio, Gabri una zuppa di verdure e l’aringa marinata, piatto tipicissimo…moolto meglio della prima sera. Dopo cena, ci aspetta un giro per i canali in versione notturna, e torniamo in piazza Rembrandt e dintorni dove c’è molta vita, visto che è sabato. Ho notato che il livello medio di “tiraggio” delle olandesi per uscire non rasenta minimamente il nostro, si vestono sempre in maniera molto semplice…potrebbe non essere un male, molto easy! Intanto, passiamo davanti a coffeeshop e smartshop, un po’ incuriositi, quasi tentati di entrare per un “té aromatizzato”…cannoni meglio di no! I coffeeshop sono locali dove si vendono e si possono fumare determinate quantità di droghe leggere come la marijuana, (infatti da fuori si riconosce l’aroma) mentre negli smartshop si trovano cose più strane come i funghi allucinogeni (per chi vuol ridere fino a svenire o vedere draghi viola!) : infatti in Olanda le droghe leggere sono legalizzate e si possono consumare a casa propria o in posti appositi come quelli…ma assolutamente non per strada. Sarà che questa norma toglie gran parte del fascino agli stupefacenti perché non c’è più la curiosità per il proibito, ma pare che l’Olanda sia il paese europeo col più basso tasso di tossicodipendenza, anche per quanto riguarda le droghe pesanti. Comunque, il babbo brontola bocciando ogni proposta e non entriamo a dare nemmeno un’occhiata.
Torniamo in hotel stanchissimi…purtroppo a fare la valigia…. :(…domani si parte.
Giorno 2: FRITTELLE!!!
Purtroppo l’ultimo giorno di vacanza è sempre il più triste, ma ci restano ancora un paio di cose da vedere. Appena svegli, ci prepariamo ad una bella camminata (ancora) verso i canali meridionali. Continuiamo a guardarci intorno in cerca di scatti mentre spulcio la guida sulle tracce della Poezen Boot,, una houseboat che da anni è diventata un rifugio per gatti randagi, una specie di “barca-gattara” che avrei voluto tanto vedere, ma anche se avevo letto qualcosa al riguardo non la trovo sulla guida…che peccato! Proseguiamo per le strade deserte (è domenica) e camminiamo addirittura sulla pista ciclabile senza che nessuno scampanelli infamandoci. Arriviamo a Vondelpark, il parco più grande di Amsterdam, e ne attraversiamo una parte fra la gente che fa jogging; passiamo davanti al Rijskmuseum, il museo dei fiamminghi e di Rembrandt,che però non visitiamo. Ci fermiamo, invece, davanti ad un palazzo moderno con una fila di persone davanti: il Van Gogh Museum. All’interno, in questo periodo, oltre alla mostra permanente, si trova una mostra speciale, “i colori della notte”, che raccoglie le opere di Van Gogh legate al tema dell’oscurità, delle stelle, il buio e alla tecnica utilizzata per rappresentarle. Vi si trovano quadri famosissimi come “I Mangiatori di Patate”, “Campo di grano con volo di corvi” e soprattutto “Notte Stellata”: vedere questo quadro dal vivo è davvero emozionante, ed è stata utilissima l’audioguida che spiegava la tecnica e soprattutto leggeva parti delle lettere al fratello Teo in cui Van Gogh parla della realizzazione delle sue opere. Da queste si intuiscono diverse caratteristiche della sua personalità, e soprattutto che dentro di lui, oltre che un gran tormento personale,c’era anche tanto stupore davanti alla bellezza della natura, soprattutto delle stelle. Ad esempio, dice: “Dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, come pure mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella”. Fra i quadri della mostra permanente troviamo “Vaso di Girasoli”, “Ritratto di Madame Roulain”, “La Camera”…tutti quadri con cui ci hanno dato il tormento al liceo, ma come si fa a non rimanere sbalorditi? Il museo non è grandissimo, e lo visitiamo abbastanza velocemente, in tempo per fare una capatina all’Hard Rock café…ma niente maglietta, non mi convincevano. Ma è comunque momento di compere, e quindi torniamo al Bloemenmarkt a comprare “sacchettate” di bulbi, nel vero senso della parola! Sono più o meno l’unica cosa che abbiamo portato a casa, ma in grande stile…saranno stati trecento bulbi più o meno, e adesso sono già in giardino!
Pieni di buste, andiamo in cerca di un posto dove pranzare, e finiamo di nuovo a Prinsengracht dove entriamo in una “frittelleria”, la Pankake Bakery: le pannekoeken sono simili alle pankakes americane, una via di mezzo fra una grossa crépe e una frittatona,e in questo locale sono specializzati, le fanno di tutti i tipi. Gli olandesi le mangiano proprio come noi mangiamo la pizza :le fanno salate, con il salmone, il prosciutto, il formaggio, i funghi, e ne abbiamo mangiata anche una dolce con sopra il gelato! Sono buonissime anche se molto sostanziose; ho provato a riprodurre qualcosa del genere, ho trovato questa ricetta (facilissima)….
Pannekoeken
500 ml di latte
2 uova
240 g di farina
sale o zucchero
mescolate tutto e cuocetele in una padella antiaderente oliata, come delle crépes, mettendo sopra quello che vi piace.
Purtroppo è ora di andare: con un’ultima passeggiata nel centro super affollato, raggiungiamo l’hotel per recuperare i bagagli, e poi la stazione per prendere il treno per Shipol…si torna a casa. Del viaggio di ritorno non c’è molto da dire: unico particolare, appena scesi dall’aereo, siamo stati accolti dall’omino che caricava le valige sul pulmino con un caloroso bestemmione in toscano che faceva tremare la terra (per inciso, a Shipol non hanno né pulmini per le valigie né per i passeggieri…si scende in un grosso tubo e da lì si entra subito nell’aereoporto…altra storia)…si sente che siamo a Firenze, vai!
Che dire…vacanza stupenda (dal racconto non si capisce che sono ancora entusiasta, vero?! :D)…un po’ frenetica, ma ne è valsa decisamente la pena! La città è bellissima e affascinante, i dintorni anche, e tre giorni sono davvero sufficienti per visitarla…se siete incerti su una meta per un viaggio a primavera….andatecii!
Dulcis in fundo, una carrellata con le bellissime foto del mio reporter di fiducia ;)
Spero che qualcuno leggerà e di non avervi tediato troppo….a presto, con un’ altra storia!
sabato 11 aprile 2009
Assignment 5 - What about... Pubmed
- L'efficacia terapeutica di determinate sostanze contenute negli alimenti, come la cioccolata: ho scoperto che secondo alcuni studi, i flavonoidi contenuti nel cacao sarebbero utili per prevenire il rischio di malattie cardiovascolari; inoltre la cioccolata contiene anche polifenoli (come l'olio d'oliva, il té,i vegetali) che avrebbero un'azione regolativa sui meccanismi di apoptosi delle cellule e che quindi potrebbero avere funzione chemioterapica sulle cellule tumorali. link 1 link 2








